






















Dopo tanta attesa e dopo mesi spesi nell’organizzazione finalmente lunedì 25 agosto è giunta la sospirata partenza per i 24 partecipanti per questa entusiasmante avventura. Con un ora di ritardo sulla tabella di marcia causata dal noleggio dei quattro camper alle ore 16 in punto la comitiva comincia a viaggiare in direzione di Assisi. Dopo una sosta all’autogrill di Bologna e dopo aver percorso 500 km verso le 22,30 eccoci giungere nella cittadina Umbra dove per la prima notte ci sistemiamo in un parcheggio adibito ai camperisti a Santa Maria degli angeli; e appena sistemati alcuni vanno a cenare nel vicino Mc Donald con la scusa di prendere nota degli orari degli autobus per il giorno dopo, c’è chi invece inaugura i fornelli del camper cucinando una prelibata pasta e fagioli…chissà che notte assisteremo……..
Il mattino seguente tutti svegli alle 6,30 perché da li a poco inizierà ufficialmente la staffetta Assisi – Urgnano; alle 7,15 con la nostra divisa del 60° prendiamo l’autobus che ci porterà verso la Basilica inferiore e alle 8,00 Don Ivan nella cripta, dove sono custodite fin dal 1230 le spoglie mortali di San Francesco, celebra la Messa spiegando il significato di questa “olimpiade” che non ha come obbiettivo la conquista di una medaglia ma quella di portare la speranza, quella di essere uomini nuovi. Al termine si svolge l’emozionante cerimonia dell’accensione della nostra fiaccola nelle mani di Milko, Roberto e Mattia da parte di Fra Ignazio, uno dei custodi della basilica. E dopo le foto di rito il nostro giorno prosegue con la visita alla città sul cammino della vita di San Francesco e Santa Chiara; da li saliamo alla Basilica superiore, quella che nel terremoto del 1997 ebbe i maggiori danni. Incamminandoci verso la piazza centrale ci dividiamo per far colazione nei vari bar del centro per poi proseguire il nostro cammino nella parte est di Assisi dove Don Ivan nelle vesti di guida turistica ci porta prima nel luogo dove nacque San Francesco e poi nell’ordine nella Basilica di Santa Chiara dove è custodito, oltre al corpo della Santa, anche il crocefisso che parlo a San Francesco e, per finire la prima parte della giornata, nella Cattedrale di San Rufino che ritroveremo il giorno successivo nell’incontro con il parroco bergamasco Don Cesare Provenzi. Dopo pranzo scendiamo in una lunga discesa verso la Chiesa convento di San Damiano dove dal 1212 al 1253 accolse fino alla sua morte Santa Chiara e le sue Clarisse. Sotto l’antico pavimento ad una profondità di 5 metri c’è “la Grotta sotto la casa” ove San Francesco si nascose per oltre un mese dal Padre che ne ostacolava la conversione. Terminata la visita e non volendo riprendere la salita che poi ci porterà almeno sulla strada dove passa l’autobus alcuni intredipi si mettono a capo della comitiva e, scrutando l’orizzonte, tra un sentiero in mezzo al bosco e tra strade secondarie in mezzo ai campi facciamo la bellezza di 4 km arrivando al parcheggio dei camper. Tra un riposo e una doccia rigenerante per i più esausti altri invece, irriducibili, proseguono la visita alla vicina basilica rinascimentale di Santa Maria degli Angeli dove è inglobata l’antica cappella campestre della Porziuncola di origine benedettina ove San Francesco fondò nel 1209 (al ritorno dall’incontro a Roma con Papa Innocenzo III) l’Ordine Francescano e il 4 Ottobre 1226 morì. Per l’orario di cena a bordo dei camper ci trasferiamo verso la piccola frazione di San Gregorio che dista da Assisi circa 10 km. Qui, su indicazioni del curato, avevamo prenotato in un ristorante che conosceva attraverso le gite del seminario della serie mangiare tanto e spendere poco. Ed anche questa volta il termine si è rivelato più che mai azzeccato in quanto nella vastità delle portate dal prezzo finale molto contenuto. E non stanchi della giornata e sobri almeno gli autisti ci facciamo un viaggio di 20 km per poter passare la notte a Spello in un parcheggio attrezzato per lo scarico e rifornimento di acqua per i camper. Di prima mattina svolgiamo queste operazioni aiutati soprattutto nel rifornimento di acqua dal custode del centro sportivo che gentilmente si mette a disposizione e, tra Stefano che con il suo portatile prepara gli articoli da spedire a L’Eco di Bergamo, Rosa prepara il caffè mentre il resto del gruppo comincia a preparare i camper per l’inizio della staffetta. Piano piano arrivano le 8,30 pronti a partire in direzione dell’ultimo luogo che mancava di San Francesco ossia l’Eremo delle carceri situato in cima al Monte che veglia su Assisi. L’Eremo prende il nome dal fatto che San Francesco ed i suoi seguaci Vi si “carceravano” nella Solitudine e nel Silenzio per dedicarsi alla Contemplazione ed alla in Preghiera. Molto mistica è la passeggiata nel bosco con le frequenti grotte naturali e le piccole cappelle ove i pellegrini si ritirano in meditazione; inoltre c’è il leccio: è l’albero della Benedizione di San Francesco agli uccelli! … e da allora le colombe bianche non lasciano mai l’Eremo. Terminata la visita ci dirigiamo verso la Cattedrale di San Rufino per lo svolgimento della Messa ma ancor più importante dove il Vescovo emerito di Assisi Monsignor Sergio Goretti ha voluto salutare la partenza del gruppo accendendo nuovamente la fiaccola. Eh già l’orario si sta avvicinando, quindi ci raduniamo nella piazza centrale dove abbiamo la gradita sorpresa di incontrare Roberto Cammarelle fresco vincitore della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino con il quale facciamo una foto ricordo che metteremo in futuro al bar dell’Oratorio. Ma è anche il momento divertente di Franco che scambiando la Pinacoteca comunale in Paninoteca entra negli uffici dei vigili per chiedere…… dei tovaglioli di carta. Così ci dirigiamo di nuovo verso la Basilica inferiore e dalla targa che rappresenta la visita di Giovanni XXIII posta vicino all’entrata con la fiaccola nella mani di Giulio insieme partiamo percorrendo la piazza, il sentiero della pace arrivando fino ai camper. Da qui ogni squadra di 6 persone avrà il compito di percorrere i propri 50 km e di dare il cambio alla squadra successiva che nel frattempo raggiungerà la sua meta prefissata. Davanti a guidare tutto il tragitto sarà il camper 4 con a bordo Luca, Fausto, Franco, Ezio, Patrizia e Fabio Urgnano, stiamo arrivando…….
KM DOPO KM, UN PERCORSO IN SALI E SCENDI
1° tappa : Assisi – Tavernelle ( PG )
Ed è il camper 1 con a bordo Milko, GianAndrea, Speedy, Thomas, Valentino e GianLuca ad inaugurare il lungo tragitto. La tappa sulla carta è molto tranquilla con molta pianura e con qualche salita, ma la nostra sfortuna è quella di essere imbottigliati nel traffico dell’orario di punta che con qualche difficoltà riusciamo a compiere il nostro percorso senza problemi. Verso le 20,30 arriviamo al parcheggio del centro sportivo di Tavernelle dove ad attenderci c’è il gruppo del camper 2.
2° tappa : Tavernelle – Montepulciano ( SI )
Dopo aver mangiato una deliziosa pasta preparata da Ezio e Patrizia alle 21,30 riprendiamo la marcia ed il primo a correre è Giulio seguito da Stefano, Natale ed Ettore con Rosa che per 40 km accompagna il podista in bici e Dino che guida il camper. Il traffico via via sparisce e fa un certo effetto attraversare paesi come Città della Pieve posta su una collina e Chianciano Terme illuminati. Alle 2,30 arriviamo alla casa cantoniera posta dopo il paese di Montepulciano ed ad aspettarci c’è il camper 3.
3° tappa : Montepulciano – Abbazia di Monte Oliveto ( SI )
Ed anche il camper 3 composto da Don Ivan, Maurizio, Mattia, Antonio, Roberto e Cristian porta il suo primo contributo alla staffetta. La tappa per di più è svolta in bici e il Don percorre tutti i 45 km che ci separano dall’Abbazia anzi in alcuni momenti lascia addirittura la comitiva per fare il “turista di notte” visitando la piazza di Pienza; lungo il tragitto con diverse discese e salite o ribattezzate Sali e scendi ( questo termine sarà molto caro al nostro direttore per tutta la durata della staffetta ), incrociamo due caprioli che nel chiarore della luna ci attraversano la strada. E quando scoccano le 5,30 alle prime luci dell’alba sulle colline senesi arriviamo alla meta dove faremo sosta per la gran parte della giornata visitando l’antica Abbazia ospiti del fratello di Don Ivan. Dopo “pochi minuti di riposo” alle 7,30 ci raduniamo perché mezzora più tardi saremo in chiesa per recitare le lodi mattutine insieme ai Monaci; terminata la liturgia Dom Andrea ci accompagna guidandoci nelle stanze dell’abbazia di Monte Oliveto Maggiore, Casa Madre della Congregazione Benedettina di S. Maria di Monte Oliveto, sorta per iniziativa del Beato Bernardo Tolomei che scelse come norma di vita la Regola di S. Benedetto. Bernardo fu un vero innamorato di Maria fin dalla sua giovinezza; infatti la Congregazione da lui fondata, tra le varie congregazioni monastiche dell’Ordine Benedettino, ha tra le altre caratteristiche una particolare devozione alla Madonna, evidenziata anche dal colore bianco dell’abito dei monaci. L’ Abate (o il Priore) è il vero Padre del Monastero e, secondo la Regola di San Benedetto, fa le veci di Cristo. Terminata la nostra visita nelle antiche cantine dove i monaci producono un ottimo vino, tre rappresentanti della nostra comitiva Don Ivan, Milko e Luca vengono ospitati a pranzo dai Monaci mentre il resto del gruppo mangerà nel vicino ristorante. Cosi lentamente arrivano le 15,00 orario prefissato per riprendere il nostro cammino, salutiamo Dom Andrea e ripartiamo.
4° tappa : Abbazia di Monte Oliveto – Radda in Chianti ( SI )
Se si parlerebbe di ciclismo questa sarebbe una tappa da leggenda. Già perché i nostri eroi del camper 1 se la ricorderanno per sempre come un percorso epico, duro da fare. Sotto un sole rovente dalla partenza per diversi km restiamo in cima alle colline per poi scendere in picchiata verso il vicino paese di Asciano, arrivati allo stop si fanno pochi metri e poi svoltati a destra per 12 km sarà solo l’inferno. 12 km di strada sterrata che lentamente sale e quando si pensa che la salita finisce dietro l’angolo c’è un ulteriore strappo finale. Il camper guida cerca di salire il più possibile per non far mangiare la polvere a chi sta correndo ma da lassù vediamo come il podista faccia fatica ma nello stesso tempo mostra un energia fantastica perché..per arrivare ad Urgnano dobbiamo passare anche da li. Arrivati a Torre a Castello sostiamo un attimo per riposarsi e nello stesso tempo per riempire i camper di acqua da un fontanino. Riprendiamo su una strada decisamente migliore ma che comunque all’arrivo mancano ancora 30 km e la fatica appena fatta si farà sentire. Alle 19,30 arriviamo al cambio.
5° tappa : Radda in Chianti – San Gimignano ( SI )
Ripartiamo quasi subito ed è una tappa decisamente più tranquilla, attraversiamo diversi paesi prima di scendere in pianura verso Poggibonsi per poi risalire nel tratto finale di San Gimignano dove arriviamo a mezzanotte. Qui il camper 3 sta ancora riposando ma con un colpo di clacson mettiamo in piedi i podisti.
6° tappa : San Gimignano – Santa Croce sull’Arno ( PI )
Sulla carta dovrebbe essere una nottata tranquilla e veloce con la possibilità poi di sostare un po’ di più per poter riposare prima delle fatiche degli Appennini. Dalla collina dovremmo scendere nella pianura fiorentina ed invece……. fino a Montaione tutto ok poi al posto di prendere la strada giusta a destra ma che è in centro paese si prende una altra strada prima del centro abitato deviando totalmente il nostro percorso. Una volta accorti con la cartina alla mano si cerca comunque di arrivare al posto del cambio prefissato; quindi percorriamo la statale da Certaldo fino a Fucecchio prima di arrivare a Santa Croce sull’Arno. La deviazione sarà stata tutta in piana ma ci siamo fatti 20 km in più arrivando così con un ora di ritardo.
7° tappa : Santa Croce sull’Arno – Piano della Rocca ( LU )
Per questa tappa tutta in pianura e di avvicinamento alla scalata del passo appenninico verso le 5,30 ripartiamo con il gruppo del camper 1. Le fatiche del giorno prima si fanno ancora sentire e quindi si opta per completare i 50 km con la bici. Al cambio giungiamo alle 8,30, un orario abbordabile per i componenti del camper guida di recarsi al vicino centro commerciale per fare la spesa.
8° tappa : Piano della Rocca – Passo di Pradarena ( LU – RE )
Sul posto del cambio c’è la gradita visita dei vigili urbani di Borgo a Mozzano che ci aspettano per segnalarci una deviazione sul tratto del percorso per lavori in corso. Questa è un’altra tappa epica, si sale fino ai 1579 m del Passo che è la linea di confine tra le province di Lucca e Reggio Emilia e i podisti del camper 2 decidono che fino a quando la strada lo consente di andranno in bici poi si proseguirà a piedi. Quindi fino a Castelnuovo di Garfagnana i 20 km vengono completati da Rosa e Stefano, poi i seguenti 20 sono per i podisti Giulio e Natale che portano la staffetta fino a Sillano. Al traguardo mancano 17 km ed ogni metro che viene percorso da qui in poi sarà un momento particolare: Ettore e Fausto decidono di compiere il lungo tratto insieme nel ricordo del loro fratello scomparso Pietro, grande appassionato di atletica. Arriviamo al passo verso le 16,00 nell’emozione più assoluta, la gioia di aver compiuto qualcosa di eccezionale si vede ad occhio nudo. Prima di ripartire Don Ivan decide di celebrare la Messa qua sul luogo più alto della staffetta ed è piacevole che diversi turisti si uniscono a noi per questo momento di preghiera.
9° tappa : Passo di Pradarena – Vetto ( RE )
Dai 1579 m si scenderà di parecchio e quindi 6 ciclisti tra i ragazzi del camper 3 e 2 decidono di partire per il primo tratto della tappa. Dopo quasi 25 km di sola discesa senza mai toccare i pedali, Giulio pensando che la strada sia ancora così decide di lasciare il posto a Don Ivan con la frase “vai e divertiti anche tu”. Il Don contento, si equipaggia di k-way, fogli di giornale pronto per la continuazione della discesa ma…….appena svoltato ecco una salita, poi un’altra, poi un’altra ancora; sembra che il mondo si sia capovolto, Luca dalla guida gli dice di non preoccuparsi che è solo un Sali e scendi solo che il scendi tarda ad arrivare. E così è perchè gli ultimi 6 km sono esclusivamente in discesa fino ad arrivare a Vetto. Sono le 20,00 e con l’occasione decidiamo di cenare tutti insieme in un ristorante del posto visto che sarà l’ultima sera che potremo stare insieme. A tavola tra i vari racconti della giornata il Don ci regala ad ognuno una collana con il tau di Assisi a ricordo di questa che sta per diventare una manifestazione indimenticabile.
10° tappa : Vetto – Sorbolo a Levante ( RE )
Smaltita la cena e riposati un paio di ore alle 2,00 riprendiamo la nostra marcia, il percorso di questa tappa è esclusivamente di discesa e pianura e verrà ricordata come quella percorsa nel minor tempo; infatti alle 4,00 siamo già al traguardo. Così nell’attesa delle 6,00, orario prefissato per la partenza del prossima frazione, con il camper guida facciamo una capatina di 6 km nel vicino paese di Brescello per visitare la piazza divenuta famosa per i leggendari Don Camillo e Peppone. Tornati al luogo del cambio la squadra del camper 2 è quasi pronta e dopo un buon caffè non ci resta altro che ripartire.
11° tappa : Sorbolo a levante – Busseto ( PR )
Abbandonate definitivamente le montagne l’alba di sabato 30 la vediamo nelle pianure della provincia di Parma attraversando strade di campagna, costeggiando diverse cascine e vedendo nelle prime ore del mattino già gli agricoltori occuparsi del loro lavoro. Passiamo Roncole di Busseto e più precisamente la casa natale di Giuseppe Verdi prima di arrivare al termine della tappa.
12° tappa : Busseto – Castiglione d’Adda ( LO )
Manca poco, ormai il panorama è decisamente cambiato e la voglia di arrivare a Urgnano si fa sentire. Da Busseto con la squadra del camper 3 percorriamo il tratto che ci porterà finalmente in Lombardia; nel frattempo nelle campagne piacentine i nostri bravi ciclisti hanno tempo anche di fare del raccolto prendendo come bottino delle grosse zucche. Mattia, Antonio e Fausto attraversano il ponte sul fiume Po poi lasciano il posto a Don Ivan, Maurizio, Roberto e Cristian che percorrono i restanti 23 km in poco tempo arrivando a destinazione verso le 13.
13° tappa : Castigliane d’Adda – Capralba ( CR )
Ci accampiamo nel parcheggio vicino alla Chiesa in sosta 2 ore per mangiare qualcosa ma soprattutto per prepararci al meglio per il tratto conclusivo. Nulla deve essere lasciato al caso e quindi facciamo un briefing finale dove decidiamo che per compiere i restanti 45 km che ci separano da Capralba verranno fatti da tutti i camper con semitappe da 10 km. E quindi ai pedali ecco Franco e Patrizia poi è la volta di Gianluca ed Ettore, poi tocca a Rosa per finire con tutto il gruppo del camper 3. Sono quasi le 17,00 e ci fermiamo proprio 10 minuti per indossare tutti le magliette del 60° e per incolonnarci tutti insieme. Nel frattempo ci hanno raggiunto con la jeep della protezione civile Fabio, Jacopo e Matthew che saranno preziosi per la gestione del traffico da qui fino ad Urgnano.
L’APOTEOSI FINALE
Ormai ci siamo, il momento è febbrile e la tensione sale; fino a Misano Gera d’Adda è Ettore a fare questi ultimi km in solitaria poi ad arrivare al Santuario di Caravaggio sono tutti i partecipanti che in gruppo e con Mattia a capo della fiaccola percorrono il restante tratto. Attraversiamo la statale e avvicinandoci sempre più vediamo che tantissima gente da Urgnano ci ha raggiunto fino qui e ci salutano con i suoni dei campanacci e fischietti. La festa è appena cominciata………. Parcheggiati i camper insieme trionfanti entriamo nel Santuario per abbracciare le persone e dopo pochi minuti ci trasferiamo nella chiesa delle suore per celebrare la Messa perché per un errore organizzativo il Santuario è reso disponibile ad un gruppo tedesco. Poco importa, nell’omelia Don Ivan racconta come la staffetta e i suoi momenti vissuti possono essere da testimone della vita stessa con le sue salite e le sue discese. Al termine non resta che organizzare il lungo serpentone e intraprendere il tragitto che ci porterà a casa. Sono le 19,00 e pian piano il buio comincia a primeggiare, essendo in ritardo è il solo Rosario che con la sua falcata in poco più di 1 ora e mezza compie i 16 km fino ad arrivare alle porte del paese accompagnato da tutte le persone in bici. In via Spirano scendono tutti i partecipanti della staffetta ed insieme percorriamo sia Montegrappa, giriamo per via Ospedale e…….. con grossa sorpresa ad accoglierci in piazza ci sono gli Sbandieratori e Musici dell’Urna con il Parroco che fa suonare le campane a festa. Che emozione! Che gioia! La gente è numerosa, non avremmo mai pensato ad una cosa simile. Dopo il loro spettacolo gli sbandieratori ci accompagnano fino in Oratorio passando attraverso il Castello e percorrendo viale rimembranze. Siamo alla fine, per la commozione alcuni hanno le lacrime agli occhi e svoltati in via Roma eccoci finalmente arrivati al traguardo finale. Una volta entrati nel cortile avvolti da due ali di folla festante e plaudente con l’accensione del braciere termina una pagina memorabile che sarà nella storia per sempre del nostro caro Oratorio.
UNA LUCE DI SPERANZA
La fiaccola della staffetta racchiude in sé molti significati per tutta la nostra comunità; innanzitutto il gruppo che ha voluto partecipare: ragazzi, giovani, adulti, genitori con figli e senza, “singles”, don Ivan; in poco tempo abbiamo formato un gruppo compatto, una famiglia unita e solidale, allegra ed entusiasta. Il caldo di quei giorni, la precarietà di alcuni tratti di strada non hanno prevalso sulla caparbietà e la determinazione di arrivare a Urgnano. Ognuno di noi ha portato alla staffetta una particolare emozione creando così un’atmosfera speciale; si sono ricordate diverse persone che purtroppo non ci sono più da Paolo e Pietro, il primo podista di Roma – Urgnano di 10 anni fa, a Williams e Gino che hanno vissuto la seconda esperienza di S. Giovanni Rotondo; abbiamo pensato a Eliseo a cui teneva molto esserci ma che per un grave problema famigliare ha dovuto dare forfait. Fare la staffetta non è come partecipare a qualsiasi evento, fare la staffetta significa mettersi a disposizione, contribuire al buon fine, capire che questa esperienza ti sta lasciando il segno. Strada facendo certi brividi sono riaffiorati per chi c’era 10 anni e si sono creati per chi era la prima volta, la tensione che tutto andasse per il meglio, l’orgoglio e la commozione per le fatiche in questa settimana, l’emozionante momento dell’arrivo a Caravaggio prima e Urgnano poi con tutte le persone che si sono prodigate per l’accoglienza finale: dal Parroco che ha fatto suonare le campane a festa, agli Sbandieratori che ci hanno accompagnato fino in Oratorio, a tutte le persone che ci hanno “scortato” da Caravaggio a Urgnano. La fiaccola l’abbiamo sentita nostra un po’ tutti creando un atmosfera di unità difficile da dimenticare e purtroppo ancor più difficile da riscontrare in altri momenti della vita della nostra comunità. Speriamo che la luce della fiaccola alimenti giorno dopo giorno il cammino non solo dell’Oratorio ma di tutta la vita comunitaria e che il suo messaggio di fede, speranza e coraggio conquisti il cuore di tutti gli urgnanesi.